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«Ciò che il mondo considera semplicemente follia»

Messaggio di Davide Prosperi, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, in occasione del Pellegrinaggio Macerata˗Loreto

Cari amici,
desidero anzitutto ringraziare ciascuno di voi per aver deciso anche quest’anno di compiere il pellegrinaggio alla casa della Madonna di Loreto. Ringrazio chi partecipa per la prima volta, chi magari ha già partecipato in passato e chi lo fa costantemente: aderire a questa proposta è ogni volta una scelta non scontata e soprattutto carica di un significato e di una forza in grado di cambiare il nostro modo di vedere il mondo.

Viviamo in un tempo in cui a prevalere, apparentemente senza alcuna resistenza, sono l’opposizione e lo scontro. Scontro per imporre il proprio pensiero e la propria pretesa di realizzazione, il proprio progetto sulla realtà, la propria volontà di dominio e di possesso. Ed è uno scontro che avviene tra le persone, nelle famiglie, tra le realtà sociali, tra i popoli e le nazioni. La guerra, quella vera così come la guerra nei rapporti, sembra essere la cifra inevitabile del mondo che ci circonda. Sembra così apparire troppo debole, senza alcuna consistenza, qualsiasi anelito di pace e di speranza. Sembra impossibile frenare il prevalere del male, compiuto o subito, che ognuno di noi non può evitare di sperimentare.

Ecco, il vostro «sì» al gesto del pellegrinaggio è una scelta di libertà totale con la quale ognuno di voi afferma prima di ogni altra cosa, prima di ogni desiderio o aspirazione, prima di ogni urgenza, impegno o responsabilità personali che le circostanze della vita inevitabilmente pongono, l’umiltà della preghiera: «Non sia fatta la mia, ma la Tua volontà». Il vostro «sì» è l’affermazione di un giudizio nuovo e di una speranza possibile. Insieme ai tanti testimoni, a partire da papa Francesco, che instancabilmente continuano a offrire all’umanità i tratti di questa speranza possibile, anche voi nel cammino che vi aspetta rendete, passo dopo passo, la medesima testimonianza. Siate dunque “pellegrini di speranza”, come recita il titolo del Giubileo che celebreremo il prossimo anno. Nella bolla papale di indizione dell’anno santo, Spes non confundit («la speranza non delude»!), Francesco ci offre queste parole sulla Madonna: «Mentre vedeva Gesù innocente soffrire e morire, pur attraversata da un dolore straziante, ripeteva il suo “sì”, senza perdere la speranza e la fiducia nel Signore. In tal modo ella cooperava per noi al compimento di quanto suo Figlio aveva detto, annunciando che avrebbe dovuto “soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere” (Mc 8,31), e nel travaglio di quel dolore offerto per amore diventava Madre nostra, Madre della speranza».

I tratti della speranza nuova che il mondo attende sono dunque i tratti del volto di Maria: «Non dimentichiamoci mai che la salvezza, la speranza e la gioia sono entrate nella vita di ciascuno di noi attraverso la Madonna, “umile e alta più che creatura”, scelta per portare nel mondo il fiore della salvezza, un uomo in carne e ossa, Gesù di Nazareth. Maria lo ha visto nascere, crescere, percorrere le strade polverose della Galilea, morire per risorgere e lei era là, sotto la croce, col suo pianto. E quel pianto, da quel giorno, si è ripetuto un infinito numero di volte durante tutte le apparizioni che hanno accompagnato la vicenda del popolo cristiano fino a oggi: il pianto della
Madonna è il pianto stesso di Dio, che si commuove per il Suo popolo e versa lacrime sugli uomini che si dimenticano di Cristo, Colui per il quale vale la pena alzarsi al mattino, andare al lavoro o essere curati, per cui è umana anche la sofferenza, ciò che il mondo considera semplicemente follia» (L. Giussani, 2004).

Che le parole del Papa e di don Giussani vi guidino nel cammino insieme. Insieme, perché il vostro “sì” non è solitario, ma il segno concreto dell’appartenenza al “Suo popolo”, forma della presenza di Cristo nella storia. Voi nel vostro pellegrinaggio e noi nell’accompagnare i vostri passi e le vostre preghiere, offriamo in un’unica voce alla Madonna il nostro pianto implorante, che è il pianto del mondo, affinché lo affidi a «Colui per il quale vale la pena alzarsi al mattino», «per cui è umana anche la sofferenza». Da qui può sorgere il vero perdono che salva il mondo, la vera pace e la vera speranza.

Vi auguro che rimanga viva lungo la strada la memoria del fatto che ogni vostro passo porta con sé il cammino di tutto il popolo cristiano, tale è la nostra unità in Colui che Maria ebbe la grazia di portare in grembo.

In amicizia,

                                                                                                                                                                  Davide Prosperi